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La catastrofe incombe

La notizia, che è stata riportata da numerosi giornali stranieri, è ufficiosa. Il che vuol dire che è certa, ma è stato deciso di non parlarne fino al momento in cui gli struzzi che hanno causato la  catastrofe non potranno più tenere la testa sotto la sabbia.

Il crollo dell’euro renderà meno competitivo il costo del lavoro, decreterà una volta per tutte la fine del lavoro e dell’impresa, ridurrà enormemente i salari, gli stipendi e le pensioni, porterà ondate di licenziamenti e spingerà la disperazione a livelli inimmaginabili, di modo che la rivolta planetaria che tutti temono sarà inevitabile.

Ritorneremo quindi alla lira, ci riprenderemo la sovranità monetaria, ripudieremo il debito, ci libereremo dei politici e dei corrotti e torneremo all’economia reale senza muovere un dito.

Se qualcuno avesse dei dubbi, sappia che la fuga dei depositi dalle banche italiane, irlandesi, greche, spagnole, portoghesi, francesi e belghe è diventata precipitosa, che i prelievi fino a questo momento superano i 40 miliardi di euro al giorno e che tra poco annunceranno la Bank Holiday, un periodo di tempo durante il quale le banche chiuderanno i battenti per trasformare gli euro nelle varie monete nazionali.

Chi poteva ha già ritirato tutto quello che aveva in banca ed è andato a vivere in contrade lontane dalla catastrofe che si è abbattuta sulle nostre teste con la violenza di un meteorite.

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