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L’ammaina bandiera dell’Europa.

Un giorno o l’altro doveva pur succedere. Hanno fatto quel che potevano per ridurci alla loro mercé. Hanno creato dal nulla un debito che non potremo ripagare mai. Ci hanno imposto il rigore, il Pareggio di Bilancio e il Fondo Salva-Stati.
Si sono inventati la necessità di acquistare droni e cacciabombardieri per distruggere la Siria, l’Iran e l’Afghanistan. Poi ci hanno detto che era necessario accerchiare la Russia con lo scudo antimissile!

P
oi sono andati avanti a violare lo Stato di diritto, annientare il mondo del lavoro, privatizzare o svendere il patrimonio pubblico, per conseguire il profitto ad ogni costo.
Hanno operato perché la Grecia fallisse e adesso lavorano per
devastare la nostra economia e quella degli altri PIIGS.

Ma proprio quando pensavano di averci sopraffatto e zittito si sono accorti che stavano scivolando nel precipizio e che non avevano più strumenti per salvarsi, perché si erano legati tra di loro con un patto suicida.

Accumulando errori sempre più gravi hanno portato lo spread a sfiorare i 500 punti, hanno creato una marea di disoccupati, hanno causato la bancarotta di numerose banche, hanno scatenato la corsa al ritiro dei depositi e la fuga dei capitali.

Adesso non sanno più che fare. Soros ha previsto il crollo dell’euro tra undici settimane, quando la Merkel non avrà più interesse ad accollarsi i debiti degli Stati dell’eurozona. Sarà allora che l’effetto domino del collasso finanziario travolgerà la UE, causando la fine della nostra civiltà che si è retta finora sul consumismo coatto e il lavoro senza limiti spazio-temporali.

Sono convinto che, non appena il governo tecnico, la cui credibilità è prossima allo zero, non sarà più in grado di rinviare la resa dei conti, nascerà un Movimento Europeo, che coagulerà le proteste che si vanno rafforzando nel Paese, lo sfiducierà, lo contesterà e lo manderà via.
Gli obiettivi ai quali tenderà saranno il ritorno alla sovranità monetaria, la difesa del lavoro, la guerra alla corruzione e al consumismo, il rifiuto del debito, la giustizia sociale, la nazionalizzazione delle banche e la restaurazione della democrazia.

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