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La situazione che si è venuta a creare in Grecia in seguito al disastro che si è abbattuto sull’eurozona è assai più grave di quanto i bankster non vogliano farci credere. Le possibilità di risalire dal baratro in cui l’hanno spinta sono, infatti, prossime allo zero.

Questo è quanto risulta dalle numerose discussioni che si leggono sui social network, lo strumento che si è rivelato capace di distrarre i giovani greci dai problemi che assillano la loro quotidianità.

Il collasso del mio Paese” – scrive uno studente – “porterà alla guerra civile tra le diverse fazioni che si fronteggiano per occupare il vuoto di potere”.
Ho acquistato carne in scatola e pane secco e li ho nascosti nella cantina,” – rivela un disoccupato – “così potrò tirare avanti ancora per qualche giorno”.

Poiché lo Stato non ha più soldi per comperare il gas,” – risponde un impiegato a chi gli aveva chiesto come facesse a cucinare – “riempio il frigo di latte, formaggi e latticini scaduti e, non appena manca l’energia elettrica, li consumo prima che vadano a male”.

Ho perso tutto” – si sfoga un senzatetto – “e adesso cerco una capanna o una piccola roulotte usata, ma mi chiedono troppo. Il costo della vita è sempre più alto. La fame riporterà il nostro pianeta all’età della pietra, ma quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi“.

Ieri in Spagna siamo arrivati alla catarsi. Milioni di persone, infatti, hanno manfestato per far sapere a Rajoy che non intendono più sottostare al ricatto del debito.

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