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Governments have failed to impose austerity. The collapse of Europe is inevitable, but no country has the money to reactivate the growth. The problem then is insoluble.

Negli ultimi quattro anni l’austerità è stata rifiutata da undici Paesi europei. Si prevede, pertanto, che le reazioni ai diktat della Merkel saranno sempre più violente e frequenti.
I sostenitori del rigore sono stati contestati e fatti cadere nel Regno Unito, Olanda e Irlanda, Spagna e Portogallo, Grecia e Italia, mentre le manifestazioni dei meno abbienti, tartassati e manganellati senza requie dalla polizia, sono aumentate ovunque.
Nello stesso tempo le richieste di ritirare le leggi più impopolari e organizzare referendum contro il Fiscal Compact e l’ESM sono sempre più impellenti, le rivolte si sono trasformate in sommosse popolari e i Movimenti hanno acquistato consapevolezza della loro capacità di incidere sulla pubblica opinione.
D’altra parte la Germania da sola non può salvare tutti i Paesi membri della UE. E’ ineluttabile quindi che prima o poi andrà tutto a gambe all’aria. Ma questo avverrà pure se sostituiremo lo sviluppo al rigore, perché non c’è più denaro sufficiente a far partire gli investimenti in tutta Europa. 
E’ ora quindi di ammettere che non è più possibile vivere al di sopra delle nostre possibilità e ridurre di conseguenza i nostri bisogni.
L’egoismo e l’ingordigia di chi detiene il denaro e il potere in questo momento sembrano invincibili, ma la realtà in cui viviamo li costringerà ben presto a cambiare idea.

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