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The outcomes of the French elections and the breakdown of the Dutch govenment are strong and clear signs that the free trade ideology is taking Europe down a blind alley.

Se analizziamo i risultati delle presidenziali francesi senza farci condizionare dalla dicotomia destra-sinistra, ci rendiamo conto che, per la prima volta, gli elettori si sono serviti del voto per informare l’Europa del verificarsi di due eventi inaspettati.
L’avversione nei riguardi dei liberisti che, schiavi della loro ideologia, credono, come i prigionieri nel mito della caverna di Platone, che le loro piccole ombre siano l’immagine della realtà.

L’indisponibilità a sopportare ancora l’establishment politico, che continua a sostenerli perché non ha capito che le loro ricette stanno portando l’Europa verso la catastrofe.
Hollande ha avuto successo perché, come Le Pen, ha fatto sue le convinzioni dei francesi, per i quali l’obiettivo della crescita non si consegue imponendo sacrifici, ma investendo nel Welfare, lottando per la piena occupazione e la sovranità nazionale.

Nello frattempo la caduta del governo olandese ha indebolito la posizione della Germania, che chiede continui sacrifici per salvare i Paesi con le economie disastrate.
L’inevitabile innalzamento dello scontro ha dato vita a numerosi Movimenti, che si stanno organizzando sul modello di Occupy Wall Street per costituirsi in un Movimento Europeo con l’obiettivo di cambiare radicalmente il quadro politico-economico dei Paesi occidentali, superare definitivamente la barbarie e partire alla riconquista della civiltà.