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The fight against the banksters goes on. The Movement for the Social Justice is on its way. The History has resolutely changed direction.

Stiamo rivivendo l’atmosfera del 1848. Le rivolte contro l’Europa delle banche e non dei popoli si susseguono ovunque. I francesi sono decisi a  uscire dal neoliberismo. Gli olandesi hanno  indetto un referendum per tornare alla moneta nazionale. I tedeschi contestano apertamente l’ESM e il Trattato di Schengen. Gli italiani sono ogni giorno più critici nei confronti del governo dei tecnocrati.

La protesta contro l’austerity che c’è stata ieri a Praga rappresenta, tuttavia, un notevole salto di qualità, in quanto è stata organizzata dal partito comunista e ha visto la partecipazione compatta dei partiti di sinistra e dei sindacati.
I motivi per cui 120.000 cechi sono insorti contro il governo sono gli stessi che fanno scendere nelle strade decine di migliaia di cittadini della vecchia Europa: il carico fiscale eccessivo, la disoccupazione crescente, l’inflazione sempre più alta, la svendita del welfare, l’ingiustizia sociale, il congelamento delle pensioni e l’arroganza dei banchieri, convinti che la loro missione è quella di ridurre alla fame le popolazioni occidentali, per salvare le banche, gli Stati, il neoliberismo e loro stessi.

I manifestanti avevano con sé fischietti, trombette e tamburi, sventolavano striscioni recanti la scritta “Stop al governo” e gridavano: “Basta con le truffe“, “Dimissioni del governo“, “Nuove elezioni subito“.
Da un sondaggio svolto nel mese di marzo è venuto fuori che comunisti e socialdemocratici hanno già la maggioranza assoluta  nel Paese.

Se i tecnocrati continuano a dissanguare i cittadini e i partiti a girare la testa dall’altra parte, il destino del Paese è segnato. Siamo assetati di democrazia e la storia del Nuovo Disordine Mondiale è finita.