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The measures of the governments imposed by the BBC, after pushing the world in the abyss of the recession, are breaking up the european nations. So it’s urgent to say alt to the fraud of the debt.

Oggi il Sud Tirolo appare più fermo che mai nella sua decisione di separarsi a ogni costo dall’Italia lacerata dalla crisi.
Grazie all’autonomia della quale ha goduto sin dalla fine della 2° guerra mondiale – che le ha consentito di tenere per sé il 90% dei proventi delle tasse – la regione era diventata prospera. Con l’avvento della crisi economica e il declino del benessere, tuttavia, c’era stato un risveglio dei sentimenti nazionali che, strumentalizzato dai politici locali, si è diffuso a tal punto che i bolzaneti dicono in giro che la loro città non è mai stata italiana.

I separatisti del Movimento per la libertà del Sud Tirolo proclamano con fierezza che la loro lingua è il tedesco, che in passato gli italiano hanno chiuso le loro scuole, proibito le loro canzoni e imposto loro il nome di “Alto Adige” e che, pertanto, adesso non intendono salvare le regioni disastrate con l’adesione all’euro.

Gli slogan preferiti quando scendono in piazza per chiedere la separazione dall’Italia sono: “Non pagheremo i vostri debiti”, “Non ci riguardano l’IVA e le tasse sulle aziende agricole”, “Siamo disposti a sborsare 15 milioni di euro, per comprarci la nostra indipendenza”, “Le nostre infrastrutture non sono italiane”, “La disoccupazione da noi è al 2%.”
I sondaggi più recenti mostrano che le lagnanze dei separatisti riguardano nella maggior parte dei casi l’indisponibilità a condividere le loro risorse con gli italiani e vengono espresse a voce sempre più alta.

Questo è un altro motivo per convincere gli incerti che la soluzione per non continuare ad affondare nel pantano della disperazione è uscire dall’euro e rifiutarsi di pagare un debito che non è stato mai contratto.

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