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The russian communist party has decided to resume the power by whatever means, alone or maybe making an agreement with the Front Left Movement.

Non è vero che gli uomini ripetono sempre gli stessi errori perché non hanno ancora imparato la lezione della Storia, ma perché, una volta che sono arrivati al potere, si fanno travolgere dai loro istinti ferini.

Infatti, l’insistenza dei banchieri nel perseguire una ideologia che ha gettato nella più cupa disperazione masse enormi di cittadini sta spostando sempre più a sinistra l’asse politico dei Paesi membri della UE.

Dato che il pendolo della Storia ha nuovamente cambiato direzione, il partito comunista russo, che nel dicembre scorso è arrivato quasi al 20% dei consensi, ha deciso di tornare al potere, seguendo la via parlamentare o, se questo si rivelasse impossibile, quella rivoluzionaria.
Il suo leader, Gennadiy Zyuganov, ha detto che il modo più efficace di raggiungere l’obiettivo è quello di formulare un programma concreto, scendere in piazza e proporre nuove leggi in parlamento.
Ha aggiunto poi che la posizione del partito si è rafforzata da quando il Cremlino ha smesso di intrigare e che l’ondata di proteste contro i brogli elettorali di Putin, la sconfitta dei revanscisti liberali e la presenza del Left Front Movement sono il terreno politico fertile per riprendere l’iniziativa.
Più realistica appare la posizione del leader del Fronte, che ha proposto la formazione di un grande partito socialdemocratico che per le sue dimensioni non avrebbe rivali nell’ascesa al potere.
Comunque qualcosa di completamente nuovo si sta verificando anche in Russia e questo è un altro segno che il continente europeo ha superato la fase dell’incertezza e ha imboccato decisamente quella del ritorno alla democrazia, allo Stato di diritto e alla giustizia sociale.

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