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The banksteins have wiped up the school, the healtcare and the rights of the workers. It’s nonsense to annihilate a society to save the banks. Let’s rise up or Europe will die.


Il successo dello sciopero che si è svolto ieri in Spagna dimostra che l’esasperazione dei ceti medio-bassi iniquamente tartassati ha superato il punto di non ritorno.

Le adesioni sono state altissime. Una media del 77% con punte del 97% in alcune aree del Paese. Ci  sono stati scontri violentissimi a Barcellona, a Madrid, a Valencia, nell’Andalusia e nella Galizia. Sono stati arrestati quasi 60 manifestanti, 11 sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave.

I lavoratori, gli insegnanti, gli studenti, i pensionati, i precari e i disoccupati hanno manifestato in 111 città contro la riforma del lavoro e le misure di austerity.

I sindacati hanno avvertito Rajoy che, se non torna sui suoi passi in merito alla riforma del lavoro, lo sciopero generale, che, in concomitanza con quello che stanno già organizzando negli Stati Uniti, avrà luogo il primo maggio in diversi Paesi europei, sarà più devastante. Ma il premier ha obiettato che l’austerity è indispensabile alla salvezza del Paese.

Dopo aver imposto 15 miliardi di euro tra tagli e tasse, la destra sta demolendo la rete di protezione del lavoro, il licenziamento facile, la contrattazione collettiva, lo Stato sociale, la scuola pubblica e la sanità. A questo punto i sindacati non potevano far finta di niente.

Sopraffatti dalla collera, i manifestanti hanno rallentato il traffico, bruciato autobus e auto in sosta, riempito le strade di rottami, picchettato luoghi di lavoro, scuole, asili nido e studi TV, fischiato la polizia e lanciato molotov contro le loro auto, mentre, sventolando migliaia di bandiere rosse, urlavano “No alla riforma del lavoro e ai licenziamenti ingiusti”.

Gli spagnoli temono per il futuro e perciò andranno avanti fino alla vittoria. L’attacco a quello che per decenni è stato il modello sociale dell’Europa non ha possibilità di successo. Nessuno è disposto a soffrire la fame e il freddo per salvare le banche.
Se i neoliberisti non vogliono trasformare l’Europa in un immenso campo di battaglia, non hanno altra scelta che desistere dal tentativo di trasformare gli esseri umani in robot telecomandati che producono e consumano merci perfettamente inutili fino al momento della loro morte.

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