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I pacifisti si stanno scatenando

Stop the War Coalition ha sguinzagliato migliaia di attivisti per le strade delle più importanti città inglesi, per avvertire i cittadini sulle conseguenze di un’aggressione all’Iran voluta da personaggi politici con motivazioni tutt’altro che limpide.

Sugli striscioni dei manifestanti c’era scritto, infatti, “Il problema è il declino economico”, “No alla guerra nucleare”, “Bombardare l’Iran è un crimine contro l’umanità”, “Colloqui, non bombe”, “Basta con le guerre”, “Siamo contro il suicidio preventivo”.

Hanno invitato, inoltre, gli inglesi a scendere nelle strade a protestare contro le minacce di guerra, per non ripetere mai più gli errori commessi dai politici in passato.

Le tensioni sono cresciute dopo che l’applicazione delle sanzioni imposte all’Iran per fermare il suo programma nucleare si sono rivelate inefficaci.

I giovani Israeliani e Iraniani sono contro la guerra e si scambiano messaggi sui social network, per dirsi che non vedono un motivo per cui dovrebbero ammazzarsi a vicenda. Centinaia di pacifisti hanno invaso le strade di Tel Aviv, per dire che è meglio cercare un’intesa che distruggere il mondo.

Diversi esperti militari hanno detto a Obama e Netanyahu che attaccare l’Iran è troppo pericoloso e hanno ricordato loro che le guerre in Iraq e Afghanistan sono fallite.

La protesta dei pacifisti si è infiammata quando un grafico, Ronny Edry, e sua moglie hanno caricato su Facebook un manifesto sul quale appaiono le loro immagini e le parole “Iraniani, non vi bombardero mai. Noi vi amiamo”.

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