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Siamo tornati indietro di decenni

Le analogie tra quello che, secondo un economista americano, sta succedendo negli Stati Uniti e gli eventi paurosi dei quali da qualche tempo a questa parte siamo testimoni in Italia sono sorprendenti.
La caparbietà con la quale i tecnocrati perseguono un modello che si è rivelato fallimentare, l’arroganza con cui pretendono di imporci il mantra dell’austerità a senso unico, il rifiuto di prendere atto della realtà e la repressione del dissenso fanno trasparire la loro funzione di esecutori pedissequi della volontà di coloro che, in quanto ideatori di quel modello, dovrebbero essere gli unici a pagarne le spese.  

Queste sono le parole con le quali lo studioso lancia l’allarme sulle sorti del suo Paese.
“Ogni mese trasferiamo decine di miliardi di dollari in ogni parte del mondo. Per i poveri, pertanto, la fetta di torta si va assottigliando sempre di più. Se va avanti così, finiremo per vivere in un incubo.”
“Finora abbiamo tirato avanti prendendo in prestito denaro da altri Paesi e stampando oceani di dollari. Oggi però quei Paesi non sono più disposti a farlo e i dollari falsi hanno causato un’inflazione mostruosa che ha messo in ginocchio milioni di americani. Il tetto del debito è stato già superato troppe volte. Adesso non possiamo permetterci più di ricorrere a questo sotterfugio.”

“A causa della crescente importazione di petrolio e delle merci cinesi che inondano i nostri magazzini, nel 2011 il nostro deficit commerciale con il resto del mondo ha raggiunto i 53 miliardi di dollari.
“Questo denaro potrebbe servire a sostenere le aziende sull’orlo del fallimento e aiutare i poveri e i disoccupati. Invece questi tirano avanti con i buoni-pasto, mentre i leader politici ci derubano dei nostri soldi, mettendo le mani sul Welfare e ricorrendo a trucchi contabili per impedirci di capire la gravità della situazione.

“Alcune città della Pennsylvania e della California hanno dichiarato  la bancarotta e annunciato che non pagheranno i loro debiti.”
“Per mantenere il nostro standard di vita, stiamo privando del futuro i nostri figli.”
“Il debito nazionale aumenta di 1 milione e 200.000 miliardi di dollari l’anno e nessuno fa niente. E’ una situazione che non può durare. La bolla del debito sta per scoppiare. Il crollo delle nostra economia è più vicino di quanto non si immagini.”

Basta leggere una volta l’articolo dello studioso per evincere le cause che hanno dato luogo a questo fenomeno e i rimedi per tentare di uscirne fuori. Ma l’ossessione ideologica dei tecnocrati non consente loro di rendersi conto che stanno percorrendo una strada senza uscita.
Tuttavia, il giorno in cui il 90% degli italiani non avranno più un cent per pagare le tasse, i curatori fallimentari della troika non potranno fare altro che prendere atto del loro fallimento e rassegnarsi a cadere nel baratro insieme a tutti noi.