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Questo governo ha i giorni contati

Mentre numerosi Paesi membri della UE cercano di sfuggire al triste destino di morire per l’euro, l’Italia sembra rassegnata a soccombere alla violenza degli squali della finanza (guarda il video).
La Grecia è fallita. Il Portogallo seguirà a ruota. Poi toccherà all’Italia, alla Spagna e alla Francia. Entro il 2012 vedremo milioni di disperati che si aggirano in braghe di tela tra le macerie dell’Europa.

Gli analisti economici sono pervenuti alla certezza matematica che l’Italia è desinata ineluttabilmente al fallimento.
Per ottenere il pareggio del bilancio, il nostro Paese dovrebbe ridurre il debito al ritmo del 3% annuo, vale a dire sborsando circa 47 miliardi di euro ogni volta che la Terra completa un giro intorno al sole.
Se dividiamo la somma per il numero delle famiglie italiane, risulta che ognuna di queste deve privarsi per 4 lustri di 6.000 euro l’anno!

Dal momento che la stragrande maggioranza delle famiglie non possiede tutto quel denaro, i consumi crolleranno, chiuderanno migliaia di aziende, centinaia di migliaia di lavoratori saranno buttati sul lastrico e  le rivolte diventeranno incontrollabili.
Nemmeno nell’ipotesi, puramente accademica, che riuscissimo a pagare questo mostruoso cumulo di tasse cambierebbe qualcosa, perché adesso il nostro debito cresce al ritmo di circa 454 miliardi di euro l’anno e crescerà ancora, in quanto il PIL, anche grazie al continuo aumento del prezzo del petrolio, andrà sempre più giù.

Dal momento che proseguire sulla strada del rigore dei conti pubblici non serve a niente, perchè i nostri tecnocrati non cominciano ad alleggerire il carico fiscale e non desistono dall’attaccare l’articolo 18?
Perché il loro obiettivo è deregolamentare i mercati privatizzando e liberalizzando il commercio.
Ma è una guerra che non possono vincere, perché, grazie ai social network che denunciano senza sosta la loro campagna mistificatoria, hanno capito che il nemico da sconfiggere è la speculazione finanziaria, che ha distrutto la loro vita e instaurato una forma particolarmente crudele di plutocrazia.

Infatti, dopo il rapido suicidio dei partiti politici, il Movimento di Resistenza dei Lavoratori, già attivo in altri Paesi europei, ha preso piede anche da noi.
Dal momento che i sindacati si sono scordati della lotta di classe, il Movimento farà capire al governo che, se non cambia strada,  affronterà con decisione la battaglia per riappropriarsi dei suoi diritti.
Stando così le cose, spetta al governo la scelta tra fronteggiare i cittadini sconvolti, delusi e frustrati o uscire dall’euro.

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