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La tendenza sembra inarrestabile

Il fenomeno dei senzatetto non è solo un problema degli Stati con problemi di crescita, ma colpisce pure quelli che finora godevano di un certo livello di benessere.
I governi della maggior parte del mondo civilizzato si mostrano sempre più preoccupati, ma non sanno che fare per uscirne fuori, perché alla sfortuna di non essere proprietari di una casa si accompagna spesso quella di essere disoccupati o di avere solo un lavoro precario.
Le vittime più numerose di questo trend sono le famiglie americane. Infatti, quelle che sfuggono alle intemperie rifugiandosi nei campeggi, nelle roulotte abbandonate o in qualche motel poco trafficato 
sono diventate una marea.

Si tratta spesso di famiglie numerose, ma i loro membri scelgono di vivere nel disagio piuttosto che separarsi dai minori dandoli in affidamento. Alcune preferiscono abbandonare i campeggi dove a volte vengono ospitate gratis, perché non sono in grado di portare i figli a scuola con un furgoncino preso in affitto, e allora vanno in cerca di una cameretta in una pensioncina fuori mano.
Sono più di 1.600.000 i bambini che vivono in queste condizioni, come quelli che ne soffrirono ai tempi della Grande Depressione (guarda il video).
Le probabilità di soffrire di turbe del comportamento o emotive è per loro almeno tre volte più alta della media. Soffrono quasi tutti di ansietà, depressione, insonnia, autismo e aggressività.

Solo in California ci sono 50.000 bambini senza tetto gravemente ammalati.
Diverse città americane sono tendopoli, che spesso vengono sgomberate per motivi di sicurezza o mancanza di servizi igienici.
Mi chiedo se gli Stati Uniti, invece di indebitarsi in una serie di guerre infinite e abbandonare queste famiglie al loro destino, non farebbero meglio ad aiutarle.