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Crollo dei consumi e sommosse popolari


Il crollo della spesa delle famiglie, determinato dall’imposizione irresponsabile di continue misure di austerità, sta facendo avvitare il Sistema su se stesso.
Il default della Grecia ha aggravato ulteriormente la situazione, in quanto ha determinato le condizioni perché falliscano diverse banche e le aste dei bond vadano deserte.

Unicredit, per esempio, dovrà sborsare 240 milioni di euro per risarcire i creditori privati greci costretti a svendere i loro titoli di Stato. Inoltre, numerose banche esposte per grosse quantità di CDS greci, come l’austriaca KA Finanz, hanno ammesso di avere già dovuto rifondere in passato le somme di denaro perdute dai clienti che si erano assicurati presso di loro.

In quanto all’acquisto di bond, dobbiamo aspettare il 29 marzo per sapere se l’asta andrà deserta.  Quel giorno comunque l’Italia dovrà rimborsare titoli di Stato per trenta miliardi di euro.
Le banche a corto di liquido saranno costrette allora a restringere il credito. Pertanto, ci saranno altri fallimenti di aziende e licenziamenti che porteranno a un ulteriore crollo dei consumi.

Dal momento che gli Stati saranno più indebitati che mai, le richieste di salvataggio delle banche non avranno ascolto, sicché la recessione si trasformerà rapidamente in depressione e le sommosse popolari si faranno sempre più numerose e violente.
Prevedendo quello che accadrà nei prossimi mesi, diversi governi hanno già preparato un piano di emergenza per lo sgombero immediato dei loro cittadini dai Paesi a rischio.

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