Tag

, , , ,

Chi semina vento raccoglie tempesta


Dopo anni di minacce, cospirazioni, bombardamenti umanitari, sanzioni, menzogne, rivoluzioni colorate, trame e crimini di guerra, gli Stati Uniti si trovano con i cittadini in rivolta per la guerra infinita che li ha ridotti alla disperazione e una credibilità internazionale vicina allo zero


Le manovre contro Putin gli hanno consentito di minacciare Obama che, se si azzarda ad attaccare la Siria o l’Iran e persiste nel disegno di accerchiare la Russia, si assume la piena responsabilità di una guerra nucleare, conferendogli nello stesso tempo l’aureola di difensore della sovranità degli Stati.

Il bombardamento della Libia ha avuto il risultato di far capire al mondo che la democrazia che diceva di esportare era solo un escamotage per soddisfare le sue smanie di predominio e portare quel Paese alla guerra civile. L’appoggio dato a Saleh, il dittatore del Bahrain, ha costretto gli yemeniti a manifestare senza tregua perché l’ambasciatore americano sia cacciato dal Paese. Le interferenze in Egitto hanno provocato violenti scontri con le forze di sicurezza, manifestazioni giornaliere contro gli Stati Uniti, una dozzina di attacchi al gasdotto Egitto-Israele, un cambio di politica nei riguardi della Palestina e del Bahrain e la richiesta di espellere  l’ambasciatore di questo Paese.

Gli analisti militari hanno convinto Netahyahu che Israele non ha gli aerei che gli servono per arrivare ai siti nucleari che vuole bombardare e che in ogni caso i missili iraniani sono in grado di abbatterne in grande quantità.
Le minacce di vanificare le velleità nucleari dell’Iran sono quindi un vero e proprio bluff e dimostrano che gli americani e gli israeliani stanno affondando lentamente ma inesorabilmente nella presunzione di averla sempre vinta.

Quando alla fine saranno costretti ad ammettere che i popoli non si conquistano facendo ricorso ad azioni subdole e strumenti illeciti, sarà troppo tardi, perché si renderanno conto che il mondo non ha più bisogno di loro.
Sarà allora che l’insurrezione contro i loro regimi tirannici esploderà nei Paesi occidentali, in quelli arabi e in Medio Oriente con la virulenza che nasce dalla sete di giustizia sociale troppo a lungo repressa.