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Impariamo a fare a meno del superfluo


Gli altri Stati sono pronti a seguire l’esempio di Rajoy, perché si sono perfettamente resi conto che la stretta fiscale imposta dalla Merkel non può avere altro sbocco che strangolare le loro deboli economie e spingerle nel baratro della recessione.
Nessuno di noi si è offerto come vittima sacrificale del Moloch neoliberista che, ossessionato dall’idea di trasformare l’uomo in uno strumento di consumo, pensa solo al modo di farci lavorare come bestie in cambio di una remunerazione inadeguata al costo della vita.

Sono convinto che la svolta determinante nel modo di gestire l’economia europea si avrà non appena François Holland vincerà le imminenti presidenziali francesi.
Per tradure la prima sconfitta del neoliberismo in una debacle, è necessario, tuttavia, che anche noi facciamo la nostra parte, adottando comportamenti a costo zero, che migliorano la nostra vita.

I neoliberisti ci costringono a produrre e consumare merci superflue o inutili. Se consumiamo il minimo indispensabile, gli togliamo dalle mani lo strumento che ha ridotto in schiavitù milioni di lavoratori.
Diciamo basta quindi alle merci superflue, ai debiti e alle cambiali. Scegliamo, inoltre, un paio di giorni la settimana per realizzare il Buy Nothing day.

Questo consiste nell’astenersi in quei giorni dal fare shopping, usare la carta di credito, prendere l’auto, fare il pieno, guardate la TV – che ci può convincere a comprare i prodotti che reclamizza – recarci in banca, frequentare locali pubblici, andare a cinema o a teatro, partecipare a una gita e così via.
Così facendo potremmo risparmiare sulle risorse naturali, evitare di inquinare le città con tonnellate di spazzatura, avere più tempo da dedicare alla vita di relazione, contribuire alla corretta distribuizione delle ricchezze tra i cittadini e lasciare un minimo di benessere alle future generazioni.