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Il provvedimento non passerà

Rajoy ha annunciato a Bruxelles che se ne infischia delle altre misure di austerità che la Merkel vuole imporre alla Spagna. Ha aggiunto poi che abbassare il limite del PIL è una misura insostenibile dai Paesi sottoposti a provvedimenti la durezza dei quali non può che aggravarne la depressione, provocando nello stesso tempo esplosioni di rabbia da parte del popolo.

In seguito a questa dichiarazione l’opinione pubblica è passata dalla sua parte e la stampa ha affermato che l’euro è servito alla Germania per appropriarsi dei risparmi dei cittadini degli altri Paesi europei, mentre ha distrutto la loro economia, li ha ridotti alla fame e privato i loro giovani di ogni prospettiva per il futuro.
La Spagna non è stata la prima a rivoltarsi contro una imposizione che la maggior parte dell’Europa giudica controproducente.

Il Regno Unito e la Repubblica Ceca, infatti, hanno detto che ritengono illegale il Fiscal Compact, per cui lo bocceranno. Il governo irlandese ha promesso che indirà un referendum, non ritenendo corretto prendere una decisione così importante prima di consultare il popolo. Holland, candidato socialista alle prossime elezioni in Fancia, ha già annunciato che, non appena sarà eletto, ristabilirà il primato della politica sull’economia. E la destra in Olanda ha minacciato il governo di ritirare il suo appoggio, se non prenderà immediatamente la decisione di uscire dall’euro.

I nostri media, invece,  non ne hanno fatto parola e i politici, nel fondato timore di una reazione ostile da parte degli italiani, lo hanno approvato in tutta fretta, pur sapendo che devasterà ancora di più le traballanti finanze italiane.
Inoltre, come se questo non bastasse, hanno decretato l’invalidità dei referendum votati lo scorso giugno e modificato l’art. 138 della Costituzione, allo scopo di eliminare per sempre la possibilità di utilizzare l’unico strumento di democrazia diretta di cui disponevamo.
A questo punto è tempo di chiedersi se il nostro è ancora un Paese democratico e, nell’ipotesi di una risposta negativa, chi ci guadagna a farci vivere in un regime che ci affama e reprime la nostra ferma volontà di tornare liberi.

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