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Il fanatismo non prevarrà

E’ ormai chiaro a tutti che le minacce all’Iran sono dettate dall’odio profondo che Netanyahu nutre nei riguardi dell’umanità, colpevole ai suoi occhi di non inchinarsi ai suoi piani di dominio del mondo.
Questo è il motivo per cui nessun Paese è disposto ad affrontare questo fanatico che, al grido di “Muoia Sansone con tutti i filistei“, si dice pronto a lanciare missili contro un Paese in ascesa sia sotto il profilo economico che militare.
Sostenere, come fa lui, che un attacco preventivo contro un Paese che potrebbe attaccarlo è un atto di autodifesa è pretestuoso, in quanto Adhaminejad potrebbe dire la stessa cosa.

Le sue preoccupazioni derivano principalmente dal fatto che le sanzioni economiche all’Iran non hanno avuto effetto, mentre il Paese degli ayatollah si sta dotando di armi sempre più sofisticate.
Negli Stati Uniti numerosi attivisti di Occupy AIPAC, al grido di “Netanyahu è un criminale di guerra e il responsabile della morte di migliaia di palestinesi“, hanno manifestato davanti alla Casa Bianca per dire NO a un intervento militare in Iran e chiedere la fine delle costruzioni illegali in Cisgiordania.

Diverse personalità israeliane hanno dichiarato che  Netanyahu fa retorica, perché, mettendolo nella posizione dell’aggressore, l’attacco darebbe a Russia e Cina la giustificazione della quale hanno bisogno per intervenire.
I roboanti proclami del primo ministro israeliano non servono ad altro dunque che a fare pressioni sulle autorità americane perché aumentino il livello delle sanzioni contro il governo iraniano.