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La rivolta dilaga in tutto l’occidente

Non paghi di appoggiare un progetto che sarà un suicidio finanziario e una catastrofe ambientale, domani i politici che tengono in piedi un governo determinato a distruggere la civiltà, la cultura e la libertà dell’Europa inseriranno nella Costituzione il pareggio di bilancio, un’iniziativa che ci impedirà di investire nello sviluppo del Paese per i prossimi 20 anni.

Fortunatamente le nostre coscienze si sono destate e adesso sono pronte a sollevarsi per arrivare a un cambiamento radicale della situazione nella quale siamo venuti a trovarci.
L’indignazione è esplosa quando abbiamo capito che le manovre liberiste non erano finalizzate a salvare i singoli Paesi, ma i banchieri internazionali sconfitti dal sovrapporsi delle crisi energetiche e climatiche a quella economica.

Sabato scorso i NO TAV hanno manifestato, oltre che in numerose città italiane, in Francia, Irlanda, Regno Unito, Svizzera, Ungheria e Paesi Baschi e il 23 marzo torneranno a manifestare in tutta Italia.
La Val di Susa ha successo perché le  motivazioni della protesta sono le stesse degli altri Paesi travolti dalla crisi causata dal rigore disumano dei curatori fallimentari dei banchieri.
Gli arresti dei militanti, le violente cariche della polizia, le minacce dei tecnocrati di andare avanti comunque senza tenere nel minimo conto il disagio delle persone coinvolte hanno dato nuovo impulso alla volontà di resistere e combattere per il ritorno della democrazia e della tutela dell’ambiente.
Uomini politici, sindaci di grandi città e gli esponenti più seguiti dei sindacati hanno respinto le maniere poco democratiche del governo.
Il Partito Comunista dei lavoratori ha avanzato la proposta che siano finalmente gli oppressi e i disagiati a unificare il fronte di lotta contro il liberismo intorno a un programma ampiamente condiviso.
Nello stesso tempo sono cominciate manifestazioni in diversi Paesi europei, la più battagliera delle quali deve essere considerata quella che ha avuto luogo in una decina di città spagnole contro gli abusi della banche.
A Madrid i manifestanti gridavano slogan contro i banchieri, reggendo enormi striscioni sui quali era scritto: “Questa non è una crisi, ma una truffa“.

In sintonia con i NO TAV i Movimenti per la difesa dei diritti umani si sono dati da fare negli Stati Uniti e a Ottawa, in Canada.
Il momento in cui queste proteste troveranno uno sbocco comune è più vicino di quanto non si pensi. E quando quel giorno verrà avranno l’effetto di un diluvio.

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