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I sentimenti antiamericani si rafforzano

Il capovolgimento di fronte non è più occultabile. La presa degli USA sui Paesi arabi si è indebolita. La crisi del liberismo sta avendo effetti spiacevoli in tutto il mondo.

Da qualche giorno decine di migliaia di egiziani si incontrano davanti all’ambasciata americanaper  condannare la politica degli USA in Palestina e chiedere la cacciata dell’ambasciatore del Barhain, che ha ottenuuto una fornitura di armi per reprimere i rivoltosi che combattono il regime di Al-Khalifa.

I manifestanti sollecitano, inoltre, l’Arabia Saudita a non esportare più gas verso Israele, per indurre i leader di questo Paese a porre fine alle aggressioni nei confronti dei Palestinesi.
Nello stesso tempo nello Yemen si sono svolte numerose manifestazioni nel corso delle quali i sostenitori più accesi urlavano slogan contro gli USA. Il Kuwait, infine, ha accusato l’Arabia Saudita e il Qatar di alto tradimento, perché collaborano con i nemici del popolo arabo.

D’altra parte centinaia di mercenari, alcuni dei quali francesi e sauditi, sono stati catturati in Siria, il Canada ha dichiarato a Israele che non avrebbe partecipato alla guerra contro l’Iran e Shimon Peres ha detto che Israele non vuole entrare in guerra con l’Iran, le proteste in Afghanistan non si fermano e diversi leader del CNT hanno detto di essersi pentiti di avere causato la distruzione della Libia.

Alla luce di questi eventi, che finora  sembravano inimmaginabili, è chiaro che gli USA  sono destinati a essere  estromessi dal mondo arabo.

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