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I francesi sono pronti a scaricarlo

Quasi non passa giorno che gli imperialisti assettati di potere non dimostrino la loro arroganza, ferendo i sentimenti religiosi degli altri popoli, bombardando Paesi, armando criminali perché abbattano i governi che non si piegano ai loro diktat. E non si avvedono che siamo stanchi dei loro squallidi soprusi e pensiamo solo al giorno in cui saranno sconfitti.
Quello che è accaduto ieri in Francia è stato visto da molti, e a giusta ragione, come la prova che il crollo del neoliberismo guerrafondaio è imminente.
Nel corso della campagna elettorale Sarkozy è stato sonoramente contestato a Bayonne, nella regione basca, da numerosi manifestanti che gli lanciavano uova marce, mentre lo schernivano, lo fischiavano, lo insultavano e gli gridavano di andarsene.
Il Presidente ha cercato rifugio in un bar dove era atteso per una riunione con un gruppo di elettori. Ma quando ha cercato di uscire dal locale ha dovuto chiedere aiuto alla polizia, in quanto i manifestanti, in gran parte separatisti baschi e militanti socialisti, volevano impedirgli di uscire.

I conservatori hanno detto che i contestatori sono una minoranza, ma i sondaggisti sono sicuri che Holland, il candidato dei socialisti, vincerà, anche perché è appoggiato dal partito degli antimondialisti.
I francesi lo odiano perché ha ridotto il loro tenore di vita, è un guerrafondaio, un pupazzo manovrato dagli ebrei e ha complottato per uccidere Gheddafi, che gli aveva regalato milioni di euro per dargli una mano a vincere le elezioni del 2008.

I francesi hanno deciso di scaricarlo, in quanto sono convinti che, una volta che lui e Obama saranno spariti dalla scena politica, Holland e Putin daranno inizio a una nuova era in cui la politica riprenderà il sopravvento sull’economia e l’umanità ritroverà il suo equilibrio con una leadership multipolare.

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