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Aumenta la brutalità della polizia

Martedì prossimo con tutta probabilità la troika dichiarerà il default della Grecia.
Tutto lascia pensare che tra non molto toccherà alla Spagna. Infatti, le condizioni economiche di questo Paese, come dimostrano le frequenti manifestazioni di tutti i ceti sociali, stanno peggiorando un giorno dopo l’altro.

Centinaia di migliaia di lavoratori hanno protestato in numerose città spagnole. Manifestavano contro la riforma del mercato del lavoro imposta dal governo Rajoy, facendo sventolare un oceano di bandiere rosse e gridando che quello era solo l’inizio.
A Valencia alcune migliaia di studenti, preceduti da enormi striscioni con la scritta “Siamo il popolo, non il nemico“, sfilano da diversi giorni per protestare contro i tagli alla Pubblica Istruzione e la chiusura degli impianti di riscaldamento nella scuole.

Altri gruppi di studenti sono scesi in piazza a Madrid e a Barcellona per dire NO alle misure di austerità imposte dal governo per pagare il debito. Alcuni manifestanti hanno fatto irruzione negli studi delle radio private per leggere un loro proclama.
La troika porta i Paesi membri della UE al disastro economico e riduce alla fame milioni di persone. Ma i governi obbedienti ai suoi diktat sono capaci solo di prendere a manganellate i manifestanti.

Non si capisce dove vogliono arrivare. Lo sciopero è un diritto previsto dalla Costituzione. Allora perché i cittadini europei non possono esercitarlo, se finora nessun Paese lo ha cancellato?

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