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I talebani incitano gli afgani alla vendetta

I comportamenti dei soldati americani sono sempre più incivili, odiosi e controproducenti. E’ evidente che si sentono frustrati per la fuga alla quale sono costretti dal territorio dove hanno lasciato migliaia tra morti e feriti.
Dopo i video dei cadaveri sui quali quattro marines urinavano sguaiatamente, i poveri afgani sono stati oltraggiati dai soldati USA intenti a  bruciare copie del Corano e altri testi sacri.

Alla notizia dell’accaduto l’ambasciata americana a Kabul è stata posta sotto assedio. Ai funzionari è stato impedito di lasciare il territorio della missione diplomatica. Le proteste hanno invaso la capitale e si stanno diffondendo in diverse regioni del Paese.  Già si contano una decina di morti e trenta feriti. A Jalalabad  hanno sparato colpi di pistola in aria e lanciato pietre contro la polizia.
Le autorità temono che da un momento all’altro la rabbia a lungo repressa possa degenerare in una serie di rivolte armate difficili da controllare.
I talebani stanno incitando gli afgani ad attaccare le basi militari occidentali a Kabul. Uno dei loro portavoce ha proclamato che gli aggressori saranno rapiti, imprigionati, puniti e cacciati dal Paese.

Attualmente si stanno svolgendo  manifestazioni  in tutto il Paese nel corso delle quali gli afgani lanciano minacce di morte agli americani”.
La guerra in Iraq, le minacce all’Iran, l’aggressione alla Libia e i tentativi di abbattere il governo siriano stanno portando al parossismo l’odio dei musulmani nei confronti degli americani.

Per intanto gli afgani si accontentano di bruciare le bandiere. Il timore, tuttavia, che la rabbia si possa trasformare in un conflitto regionale o mondiale si va concretizzando giorno dopo giorno.

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