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La strategia vincente di Al-Saadi Gheddafi

Dopo gli attacchi alle forze ribelli, gli attentati e le proteste rabbiose dei libici sempre più insoddisfatti dell’operato del CNT, Al-Saadi Gheddafi ha mandato un messaggio ai suoi sostenitori perché si tengano pronti al momento che riterrà opportuno per dare il via alla sollevazione che abbatterà il regime messo in piedi dalla Nato.
In effetti negli ultimi tempi in Libia si è determinata una situazione così caotica che diversi osservatori cominciano a pensare che il piano di Al-Saadi possa avere il successo sperato.

Numerosi gruppi di miliziani hanno dato vita a una federazione con l’obiettivo di indurre il CNT, dato che i lealisti sono armati fino ai denti e determinati a riprendersi il potere, a  varare le riforme idoneee a scongiurare la guerrra civile.
Lo spirito di indipendenza dei leader e la distanza che separa le aree del Paese in cui si trovano i gruppi rendono, tuttavia, poco probabile il successo dell’iniziativa.

Tra questi gruppi scoppiano frequenti conflitti per il controllo dei depositi di armi, mentre la rottura tra Libia occidentale e orientale si è approfondita.
Gli scontri tra le numerose tribù sono all’ordine del giorno. L’ultimo si è verificato nell’oasi di Kufra. Ci sono stati decine di morti e di feriti. Il CNT si è limitato a dire che auspicava una soluzione pacifica della controversia.
Il Niger ha rifiutato l’estradizione del figlio di Gheddafi, adducendo la motivazione che in Libia non esiste un sistema giudiziario indipendente e imparziale in grado di sottoporre il rifugiato a un processo degno di questo nome.