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Tornano gli slogan degli anni ’70

E’ successo quello che doveva succedere. Il piano di austerità preparato dal parlamento greco è stato approvato. I rivoltosi hanno messo a ferro e fuoco Atene e Salonicco, incendiando teatri, palazzi, bar, negozi e banche. I bancomat non funzionano più. Proteste di una violenza inaudita sono cominciate a Corfù, Tessalonica, Sparta e altre città (clicca quì).
Oramai nessuno dubita più che nei prossimi giorni le rivolte che sono esplose in diversi Paesi europei si trasformeranno in guerriglia, finendo per dar vita a una rivoluzione gigantesca, che sancirà il collasso definivo del turbocapitalismo dal volto disumano.
Una fiumana di lavoratori, disoccupati e pensionati è sfilato per le vie di Lisbona sventolando bandiere e urlando slogan degli anni ’70, per dire basta alle misure di austerità che hanno messo in ginocchio il Paese (clicca quì).
I portoghesi hanno capito che, se non riprendono la lotta per la riconquista dei diritti perduti, la loro vita si trasformerà in un inferno.


Il nuovo Segretario della Confederazione Generale del Lavoro ha organizzato una manifestazione per far vedere al governp che i portoghesi sono capaci di farsi valere e c’è riuscito. Il successo, infatti, si è rivelato superiore alle aspettative, anche perché i lavoratori non vedevano l’ora di dire che non sono più disponibili ad accettare le decisioni prese dagli eurocrati per salvare le banche.
L’opposizione in Portogallo è divisa, ma se le misure della troika si faranno insopportabili è probabile che quanto prima si compatti e scavalchi la coalizione di governo nel numero dei consensi.
Se i banchieri andranno avanti a ignorare un dato di fatto così importante, non resterà loro nessuna possibilità di contenere le manifestazioni che stanno montando in tutta Europa.

A Madrid gli indignados hanno organizzato la prima protesta contro la riforma del lavoro di Rajoy. Ma la promessa che i sacrifici avrebbero fatto diminuire la disoccupazione non ha convinto. I sindacati stanno organizzando, pertanto, una mobilitazione generale per il 19 febbraio (clicca quì).

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