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La Grecia è pronta alla rivoluzione

Anche stavolta Papademos pare deciso a sacrificare i lavoratori, i pensionati e i dipendenti pubblici, designandoli come capri pronti a espiare gli errori altrui.
Nello stesso tempo è pronto a svendere la sovranità della Grecia per accontentare i suoi creditori. Prima, infatti, ha spremuto i suoi cittadini come limoni e poi li ha lasciati dilaniare da uno stormo di avvoltoi ai quali non bastano i sacrifici sostenuti finora, ma ne chiedono sempre di più, perché non si avvedono che sono proprio le loro politiche ad aggravare la crisi del debito.

http://occupywallst.org/article/greeks-call-solidarity-strikes-against-austerity/#comments

Questa volta però le richieste avanzate dalla troika (BCE, FMI e UE) hanno scatenato la reazione del popolo traumatizzato dai sostenitori delle misure d’austerità e fatto traballare l’affastellata coalizione politica che tiene in piedi il governo.
Il LAOS, infatti, gli ha ritirato l’appoggio con la motivazione che la Grecia, che è stata la culla della civiltà occidentale, non può essere sottomessa alle altre nazioni e cinque parlamentari hanno detto che non erano d’accordo con il suo operato.

Contrariamente a quanto sta accadendo nel nostro Paese, il disprezzo per la troika ha superato in ogni caso le posizioni ideologiche.
Ma l’evento che ha colto di sorpresa i media è stata la richiesta del Sindacato di Polizia di spiccare un mandato di cattura nei confronti dei rappresentanti della troika presenti sul territorio greco, per ricatto, estorsione e tentativo di eliminare la democrazia e la promessa che, se la troika continuerà con la sua politica distruttiva, i poliziotti non combatteranno più contro i loro fratelli.
Dopo questo pronunciamento, è naturale che, se la polizia non obbedirà agli ordini del Ministro degli Interni, non sarà possibile portare avanti politiche economiche repressive.
Sussistono dunque tutte le premesse perché il 19 di marzo, quando Papademos, per pagare gli interessi sugli ultimi titoli di Stato, sarà costretto a chiedere un altro aiuto, i plutocrati gli risponderanno che deve sottostare a misure di austerità che saranno percepite dal popolo come torture insopportabili e che basterà questo per fare esplodere una rivolta che non sarà possibile domare.

Vedremo allora il turbo capitalismo che entra nella sua fase terminale, quando i cittadini portati alla disperazione dalle assurde ricette dei neoliberisti si rivolteranno contro i quisling e impediranno loro di imbarcarsi verso i sospirati paradisi fiscali.

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