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Gli USA producono sempre meno

Il benessere degli USA era dovuto alla produzione illimitata di beni da parte di un enorme numero di industrie, dal consumo sfrenato degli stessi e dal reinvestimento totale e immediato dei profitti.
Questo meccanismo ha funzionato a meraviglia fino a quando la Cina non si è affacciata al mondo della produzione con milioni di lavoratori disponibili a prestare la loro opera a prezzi più bassi di quelli richiesti dai lavoratori americani.

A quel punto, per accrescere i propri guadagni, un numero sempre più alto di industrie americane hanno cominciato a trasferire la loro produzione in Cina.
Pertanto, il numero delle industrie che sono rimaste negli USA si sta riducendo sempre più rapidamente e la previsione è che nei prossimi dieci o quindici anni, anche grazie ai problemi economici che sono costretti ad affontare per aver dichiarato guerra a mezzo mondo, saranno ridotte alla metà.

Questo fatto dovrebbe suonare come un campanello d’allarme  per il nostro Paese, che, per il vezzo di scimmiottare acriticamente gli aspetti peggiori degli altri, ha delocalizzato una grossa percentuale delle sue industrie.
I disoccupati, pertanto, oggi sfiorano la percentuale del 23% della popolazione, mentre i senza tetto, coloro che non godono di assistenza sanitaria e i disperati che partecipano alle proteste promosse da Occupy Wall Street sono diventati decine di milioni e sono destinati a diventare sempre di più.

http://www.politifact.com/ohio/statements/2011/nov/07/betty-sutton/betty-sutton-says-average-15-us-factories-close-ea/