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Fecero finta di impiccare un sosia

Allorché si diffuse la notizia che Saddam era stato giustiziato, non ci credette nessuno. Le immagini di un barbone nascosto in un tombino che si trasforma in un gentleman che va allegramente incontro alla sua morte non convinsero nessuno.
Bush e la sua cricca avevano mentito troppe volte per giustificare la guerra che avevano scatenato in Iraq. In seguito risultarono falsi, infatti, l’esistenza delle armi di distruzione di massa, i legami del Rais con Bin Laden, il tempo e il luogo della sua cattura, il suo coinvolgimento nell’attacco alle Torri Gemelle e i dati sul numero di civili e soldati uccisi nel corso delle operazioni militari. Neanche stavolta dunque c’era motivo  di prestar fede alle loro parole.
Molti dubitarono, inoltre, che un uomo astuto come Saddam avesse scelto di farsi martirizzare in Iraq piuttosto che farsi ospitare da qualche amico in un quasiasi Paese arabo. E molti altri si ricordarono di un  aereo militare russo atterrato a Bagdad il giorno prima che scoppiasse la guerra.

Ultimamente diversi websites stanno informando i loro lettori con prove alla mano che Saddam non è mai stato catturato, non ha mai subìto un processo e non è mai stato messo a morte, ma se n’è andato in volontario esilio nel tentativo di risparmiare al suo popolo le nefaste conseguenze di una guerra voluta da Bush per motivi personali.
Uno di questi siti ci fa sapere che la giovane moglie di Saddam, quando incontrò il prigioniero, chiese chi fosse. Quindi, notata le perplessità degli astanti, aggiunse: “Volete che non conosca mio marito?
Un altro ci dice che l’amante di Saddam rivelò che si era fatto tatuare due piccoli cerchi su una mano,  che i suoi denti erano regolari – mentre il suo sosia aveva denti spaziati e la mascella  deforme – e che le foto attribuite a Saddam avevano un colore più acceso che nella realtà.

In quanto al tempo e al luogo della cattura, un sito iraniano notò che nel frutteto che si vede vicino al tombino appaiono alcune piante di datteri e che i suoi frutti vengono raccolti a fine agosto, mentre i militari americani sostenevano di aver catturato Saddam in autunno.
Recentemente l’autenticità di queste notizie è stata confermata da una equipe di scienziati  tedeschi.
La tendenza a far passare per verità assolute i parti della loro fantasia diffondendo menzogne assurde e ologrammi sofisticati è tipica della mentalità degli americani.
Gli arabi ritengono, infatti, che neanche l’omuncolo assassinato mentre passeggia sotto le bombe per le strade di Tripoli abbia a che fare con Gheddafi, ma sia solo un poveretto che gli somigliava vagamente.
In quanto a Bin Laden, nessuno ha mai dubitato che fosse morto a causa di una grave malattia renale quattordici anni prima che agli americani venisse la geniale idea di farlo scomparire per la seconda volta dalla scena del mondo.
Insomma ci troviamo di fronte a una serie infinita di fotomontaggi. Ma a questo punto mi chiedo perché nessuno finora ha avanzato il sospetto che siano stati gli stessi arabi a realizzarli.

http://www.rense.com/general74/double.htm 

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