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L’ologramma che ha sconfitto il CNT

Il disegno neocolonialista di gestire il petrolio libico è definitivamente fallito grazie all’incapacità del governo provvisorio di riportare l’ordine in un Paese insoddisfatto del suo operato.
La guerra civile in Libia è esplosa con tanto anticipo rispetto alle previsioni in quanto le marionette della Nato hanno fatto una serie di errori grossolani che permetteranno  ai fedeli di Gheddafi di riprendersi il potere nello spazio di pochi mesi.
Prima hanno cercato, infatti, di mettere da parte la legge della sharia. Poi si sono divisi in fazioni che si combattono per guadagnare più potere. Alla fine hanno eliminato le leggi che sancivano i progressi sociali dei lavoratori e delle donne.
Tuttavia, l’errore che ha contribuito maggiormente alla loro defaillance è stato quello di sottoporre a torture e abusi sessuali le persone che sospettavano fossero simpatizzanti del lealisti.
Questa ignominia è stato denunciata al Consiglio di Sicurezza da Amnesty International, Médecins sans Frontières, l’ambasciatore libico e la responsabile dei diritti civili presso l’ONU, ma senza risultati.
E’ stato questo evento che ha reso la resistenza dei lealisti sempre più dura e determinata nella lotta per ricacciare i ratti nelle fogne da cui erano usciti seguendo l’odore del petrolio.
I libici rimasti fedeli al regime hanno cominciato a denunciare il governo delle marionette coprendo di graffiti i muri delle città, mentre i loro leader si incontravano per organizzare la rivolta e strappare il Paese dalle grinfie dei neocolonialisti.
Nello stesso tempo sono corsi ad aiutare i rivoltosi uomini di collaudata ferocia, come i Tuareg, e tribù particolarmente abili nella guerriglia urbana.

In seguito hanno messo in piedi il LLF (Fronte per la Liberazione della Libia), che ha riattivato i comitati popolari e dato inizio a una campagna mediatica per mettere in difficoltà il governo provvisorio.
Da parte sua il Niger ha offerto le sue basi militari alla Resistenza per fornire un appoggio esterno.
I rivoltosi si sono impossessati delle armi leggere, mortai e missili anticarro che erano stati distribuiti dalla Jamahiriya nel corso dei bombardamenti della Nato. Sono convinti, inoltre, che il CNT è illegittimo e che il giorno della vittoria è vicino.

Pertanto, se le rivolte in corso, come quella nello Yemen, prenderanno piede, la guerra civile causerà lo scompiglio nell’Africa del Nord, dal momento  che la Nato ha detto che non tornerà più in Libia.

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