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Il capitalismo divora se stesso

Il recente declassamento di una buona metà dei Paesi membri della UE è il segnale incontrovertibile che il collasso dell’euro non può essere più evitato. Gli economisti prevedono, infatti, che la media del PIL europeo calerà dell’1.5% nel corso del 2012.
La forbice tra il costo della vita e i salari ha ridotto enormemente il benessere degli europei. Sommata all’impoverimento di numerose famiglie, inoltre, l’inflazione ha aumentato il debito, rendendo più difficile il pagamento dei relativi interessi.
Le persone disagiate, pertanto, appariranno alla TV e nelle piazze sempre più esagitate e sfiduciate e le manifestazioni contro i governi saranno sempre più partecipate e minacciose.

Il tenore di vita dei rumeni è talmente basso che migliaia di persone occupano da giorni i palazzi del potere per chiedere le dimissoni del governo e le elezioni anticipate, protestare contro le misure d’austerità e il capitalismo, che considerano l’unico colpevole del disastro economico.
In Italia i tecnici, nel timore di essere mandati via dalle forze politiche estromesse dal potere, hanno cominciato a fare la faccia feroce e a manganellare i manifestanti.

L’errore più grave che fanno gli Stati è quello di sottovalutare i nemici, come gli americani quando minacciano di distruggere l’Iran se non rinuncia al nucleare.
Agli ayatollah non sta a cuore il nucleare. Hanno un asso nella manica, il petrolio, che consente loro di acquistare tutte le armi di cui hanno bisogno.
Stanchi di sentire che l’occidente non farà più transazioni commerciali con loro, hanno accettato l’offerta di diversi Paesi asiatici di acquistare tutto il loro petrolio e di pagarlo in oro.
L’FMI ritiene questo errore ci costerà caro, perché l’escamotage farà salire il prezzo del petrolio almeno del 30%.
Ci siamo fregati con le nostre stesse mani!

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