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L’errore strategico di Obama

Con l’imposizione agli alleati di non acquistare più il petrolio iraniano, il Presidente americano ha creato i presupposti per costringerci a vivere la recessione più devastante di tutti i tempi.
La mancata previsione degli effetti che il suo diktat avrebbe avuto sull’economia globale è stato definito un errore imperdonabile.
Ogni giorno l’Europa importa ben 72.000 tonnellate di petrolio, alle quali può rinunciare solo se gli altri Paesi produttori le forniscono la stessa quantità. Ma questi non potrebbero venire incontro alla richiesta, perché hanno le loro esigenze e i loro clienti.
Quando gli ayatollah faranno bloccare lo Stretto di Hormuz, i mercati del petrolio resteranno a secco, perché i Paesi dell’OPEC venderanno a malapena il 30% del loro prodotto.
Il fatto che estraggono petrolio come mai prima e lo stoccano in località a cui è possibile accedere senza attraversare lo Stretto è la prova che hanno preso sul serio le minacce degli ayatollah.
Entro l’estate questo traffico farà salire alle stelle il prezzo del petrolio. Quando, inoltre, lo Stretto sarà riaperto, il regime iraniano venderà il suo petrolio solo alla Cina, all’India e agli altri Paesi asiatici.
Con questa iniziativa l’Iran e i Paesi asiatici saranno sempre più ricchi, mentre l’occidente si trasformerà in un blocco di Paesi del terzo mondo e il baricentro della civiltà si sposterà nel continente asiatico.
Invece di esportare la democrazia con sommergibili  e aerei, l’Italia faccia come la Francia. Si ritiri da tutti fronti di guerra, non partecipi più a nuovi conflitti e stringa alleanze commerciali con i Paesi emergenti.

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