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Pacchi bomba spediti a Equitalia

Finora il contribuente italiano ha pagato gli odiosi balzelli che gli venivano imposti perché si rendeva conto che erano finalizzati a garantirgli un welfare efficiente, un lavoro dignitoso, una buona pensione, un’abitazione decente e quelle garanzie sociali che lo rendevano felice di vivere in un Paese civile.
La manovra con la quale questo governo ha colpito le classi più povere del Paese non è stata concepita per salvare l’Italia.  L’obiettivo a cui mira è quello di rinviare l’esplosione della bolla del credito.
E’ stato sufficiente un mese, infatti, per gettare sul lastrico migliaia di lavoratori, togliere ai giovani le residue speranze di un futuro meno incerto, prolungare l’attività lavorativa di chi era prossimio alla  pensione, tassare i redditi e i consumi senza preoccuparsi della ricaduta sull’aumento dei prezzi, coinvolgere il Paese nel conflitto planetario che gli Stati Uniti intendono scatenare e ridurre gli italiani a una massa di disperati che lottano senza sosta per sopravvivere.
D’altra parte il crollo delle borse non si è fermato, lo spread ha ripreso a salire, il rischio di andare in default è aumentato, il debito è arrivato al 120%, gli interessi sui titoli di Stato hanno superato il 7%, non si parla più di ripresa economica, il prezzo della benzina è prossimo ai due euro al litro e il disordine sociale è diventato intollerabile.
I sacrifici che abbiamo fatto sono stati quindi inutili, ma il colpo di grazia alla nostra economia ci sarà quando saranno messi  all’asta i gioielli di famiglia.
A quel punto capiranno tutti che non c’è più niente da fare e si passerà inevitabilmente dalla protesta pacifica ai tumulti di massa contro l’arroganza dei banchierii, in quanto i loro interessi non potranno mai coincidere con quelli del mondo produttivo.

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