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Il crack dell’euro è in dirittura d’arrivo

I neoliberisti hanno trasformato la tragedia greca nella più squallida delle realtà.
La Grecia, che è stata la culla della democrazia, è costretta oggi a ubbidire ai diktat di un regime che ha sacrificato i suoi cittadini alla smodata ingordigia dei banchieri.
Gli italiani che per troppo tempo hanno subìto in silenzio infiniti soprusi sono passati dalla protesta virtuale a una serie di iniziative che dimostrano chiaramente il disagio in cui sono costretti a vivere.
La rivoluzione islandese non si ferma, le banche francesi falliscono una dopo l’altra, l’Ungheria ha mandato a quel paese l’FMI e ha dato vita a una nuova Costituzione, gli anziani inglesi vendono le loro abitazioni per ottenere le cure che il Welfare State non è più in grado di garantire e il debito della Germania è in questo momento venti volte più grande del PIL.
L’Europa è in recessione. Il default è previsto per i prossimi mesi. Ma i governi europei continuano a imporre nuove tasse e a dotarsi di armi sofisticate, a sperperare il pubblico denaro in Afghanistan e scatenare guerre infinite nel Medio Oriente.
Forse non si rendono conto che ci stanno guidando verso una lenta, ma inesorabile agonia. Noi invece siamo convinti che il peggio deve ancora venire e che dobbiamo riprenderci la sovranità monetaria, altrimenti i governi che operano nell’interesse degli usurai ci porteranno al macello.
Questa crisi non può essere risolta continuando a fare sacrifici per una Istituzione che non ripagherà mai il debito e finirà per mandare a gambe all’aria nostra economia.
Una soluzione esiste, ma bisogna avere il coraggio di provare se funziona. Liberiamoci dall’ossessione dell’Europa, non paghiamo più il debito e smettiamo di rincorrere la tecnologia, che ha fatto scempio delle regole democratiche, ci ha ridotto alla canna del gas, ci ha trasformato in robot che non hanno coscienza dei loro diritti e ha creato disuguaglianze inaccettabili tra le classi sociali.

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