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L’ologramma di Gheddafi

In passato gli Stati Uniti risolvevano i loro problemi scatenando una serie di guerre, nella convinzione che, quando l’economia è allo sfacelo, l’industria bellica è l’unica che tira.
Ma stavolta la consapevolezza della impossibiltà di liberarsi di un debito che cresce a dismisura e la riluttanza dei cittadini americani a lanciarsi in una nuova avventura che porterebbe al crollo definitivo della qualità della loro vita li hanno costretti a desistere dalla consueta arroganza di chi sa che gli eventi volgeranno comunque a suo favore.
Per superare l’ostacolo sono tornati a manipolare la realtà. In un primo tempo, infatti, per creare il casus belli, avrebbero intimato all’Iran di rinunciare al nucleare, con la minaccia che altrimenti non avrebbero acquistato  nemmeno una goccia del suo petrolio. In seguito si sarebbero resi conto che il Paese preso di mira non aveva nessun problema a venderlo altrove e allora avrebbero tentato di intimidirlo, facendo attraversare lo Stretto di Hormuz da una portaerei, per impedire che, come il governo iraniano aveva minacciato di fare, fosse interrotto il transito del 40% del petrolio mondiale.
Alla fine, considerato che la Repubblica islamica, per dimostrare che era pronta al confronto militare, avrebbe dato inizio a una esercitazione navale nel Golfo Persico e che la Russia non sarebbe rimasta a guardare, per superare lo stallo da cui l’economia occidentale era destinata a uscire con le ossa rotte, avrebbero deciso che era preferibile organizzare dei colloqui sul nucleare senza precondizioni.
Poco dopo il Comandante della marina militare iraniana, avrebbe preannunciato che nei prossimi giorni sarebbe stato effettuato un lancio di missili a lunga gittata nel Golfo Persico. Ma subito dopo avrebbe precisato che il lancio era stato rinviato e avrebbe aggiunto che al suo posto sarebbe stato lanciato un missile balistico in grado di abbattere gli aerei dopo aver aggirato le loro difese elettroniche.
A questo punto un buon numero di italiani hanno cominciato a chiedersi se queste notizie non erano state costruite per provocare gli iraniani e farli apparire agli occhi del mondo come criminali da eliminare prima che distruggano il pianeta con armi tecnologiche sempre più terrificanti.
Il fatto  è che finora i cittadini dei Paesi occidentali hanno vissuto in un dream world creato da una serie di immagini modificate da un raggio laser per ottenere effetti fotografici in grado di manipolare la nostra mente.
Quello che importa, tuttavia, è che l’attacco ai siti nucleari iraniani sembra scongiurato almeno fino al prossimo mese di marzo, quando si terranno le elezioni in Russia.
Manipolare la realtà ai nostri giorni non fa più paura. E’ considerato un videogame come lo sono le rivoluzioni colorate e le democrazie esportate con le armi.
Gli americani hanno bluffato per anni, ma adesso non siamo più così sprovveduti. Farci vivere in una realtà simulata non è più tanto facile da quando la Rete ci ha aperto gli occhi. Nel prossimo futuro saremo sempre più sensibili agli  inganni.
Gli Stati Uniti sono arrivati alla resa dei conti. Il loro prestigio è vicino allo zero, mentre l’immagine dell’Iran ne è uscita rafforzata insieme a quella dei suoi protettori.