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L’Europa è a soqquadro

L‘economia globalizzata sta affondando nel mare magnum dell’indifferenza, i giovani che non hanno un futuro hanno capito che nessuno correrà in loro aiuto e i poveri si sono rassegnati al loro destino. I media, com’è loro costume, ne hanno approfittato, utilizzando armi di distrazione di massa di nuova generazione, perché nessuno si rendesse conto di quello che sta succedendo nell’eurozona da qualche tempo a questa parte.
Ci dicono che i manifestanti che riempiono le piazze e minacciano i palazzi del potere sono mossi dal desiderio di far cadere i governi che reprimono le loro esigenze di libertà. Le rivolte sono invece il risultato della devastante glebalizzazione delle classi medio-basse provocata dal vano tentativo dei neoliberisti di salvare il loro fallimentare modello economico.
In Russia le opposizioni contestano il venir meno delle sicurezze sociali, come la casa, il lavoro, la pensione o il Welfare State, tanto è vero che i manifestanti chiedono quasi tutti i giorni la testa di Gorbaciov e le dimissioni immediate di Medvedev.
I seguaci di OccupyWallStreet protestano da quattro mesi contro le guerre inutili e costose che hanno portato il debito alle stelle e gettato sul lastrico decine di milioni di americani.
Il 99% dei derelitti ridotti alla disperazione dal Sistema hanno sperimentato sulla loro pelle che la libertà di mercato è il cavallo di Troia che ha creato differenze enormi tra loro e i plutocrati affetti da una paranoia inguaribile che li costringe a fare sempre gli stessi errori.
Il disfacimento della dittatura degli usurai è solo una questione di tempo. Per accelerare il processo è sufficiente che quelli che sentono la situazione come intollerabile lottino come un sol uomo per  premiare l’economia locale, investire nella cultura, valorizzare le relazioni sociali e tornare a vivere in mezzo alla natura.